Archimede
È un cane nero come la pece. Gli piace pisciare sulle ruote dei suv e tornarsene a casa senza fretta: come se il mondo non girasse alla rovescia.
Arturo Dalton
Nasce a Battipaglia (Salerno) da madre messicana e padre ignoto. Lavora come bracciante nelle terre del nonno Guglielmo. Da subito dimostra uno spiccato talento artistico per la costruzione di barchette di carta, che in seguito esporrà al MACBA di Barcellona, al MoMA di New York e alla Tate Modern di Londra.
Uomo poliedrico e diseducato alla sconfitta, nel 1993 partecipa come wild card al gran premio motociclistico di Assen, dove giunge secondo alle spalle di Kevin Schwantz. Si candida alle elezioni politiche italiane del 1994, ma è costretto a ritirarsi dalla competizione elettorale per l’improvvisa morte del nonno Guglielmo Dalton. Tornato a Battipaglia per le esequie, l’esecutore testamentario gli consegna una lettera sigillata da parte del defunto. Grazie all’epistola Arturo scopre di essere figlio di John Giorno, esponente di spicco della pop art letteraria e noto omosessuale, e di essere stato concepito a New York durante le riprese del film Sleep, di Andy Warhol.
Stordito e affascinato dalla possibilità di incontrare il padre, Arturo vola a New York, ma il Boeing 747 sul quale viaggia precipita tragicamente nelle acque dell’Oceano Atlantico nella notte tra il 23 e il 24 dicembre 1999. Giunto nell’oltretomba, Dalton si diletta a disturbare il pensiero di alcuni esseri umani scelti senza alcun apparente criterio logico: John Giorno, Sarah Palin, Claudio Caniggia, Sandro Bondi e Andrea Sferrella.
A quest’ultimo commissiona, con la minaccia di togliergli il sonno, la creazione del blog Daltonìa, ma pochi mesi dopo, convinto di meritare uno spazio meno deforme, irrompe prepotentemente su eramegliomoriredapiccoli, del quale si autonomina direttore. Persa la battaglia per la modifica della linea editoriale del blog, decide di rassegnare le dimissioni attraverso un polemico editoriale in cui accusa Cristina D’Avena e il pupazzo Uan di aver condotto milioni di giovani nati negli anni ottanta alla dipendenza da droghe pesanti. Dedito alla contemplazione mistica e alla speculazione filosofica continua a errare per il mondo terreno fottendosene beatamente dei continui richiami dell’aldilà.


Andrè cmq mi piscio sotto ogni volta che lo leggo!!
Archimede è contento.